mercoledì 4 marzo 2009

archlinux

Dopo anni (ho iniziato ad usare linux nel 2000) di slackware e suse e con qualche capatina nel mondo debian (e a dire il vero una decina di server aziendali con redhat e centos) sono definitavamente passato ad arch.
Il primo contatto con arch lo ebbi a inizio 2007, avevo un vecchio pentium 3 con 192 mb di ram che grazie a questa ottima distribuzione e ad un ambiente mirato (x11, wmaker, firefox, openoffice) è stato un fedele compagno fino a febbraio 2008 quando fu sostituito da un portatile hp aziendale equipaggiato con opensuse, adesso che anche il portatile hp e stato destinato ad altri usi e mi è toccato un portatile acer very low cost (tipo 240,00 senza iva e senza os) equipaggiato con celeron 530, 2gb di ram e scheda video intel integrata ho avuto la possibilità di scegliere quale distribuzione installare e la scelta è ricaduta ovviamente su arch per 4 buone ragioni:
  • performance imbattibili
  • pacman e yaourt (gestori di pacchetti il secondo estende il primo in vari modi si fa prima a provare che a scriverlo)
  • configurazione chiara del sistema (della serie da rc.conf si fa tutto dalla gestione dei moduli del kernel ai demoni di avvio)
  • la possibilità di costruire il sistema step dopo step
ho fatto un sistema minimale con slim come login manager, wmaker + firefox + thunderbird + openoffice + scite come applicativi desktop, wicd per la gestione delle connessioni su cavo e wireless, ovviamente compilatori e un sistema lamp e uno java (programmo in php/sql/java/xml/perl/c)... il tutto su i due gigozzi ed il portatile è una scheggia e raggiunge tranquillamente le due orette e mezzo (il che è un buon risultato visto che il celeron 530 non supporta il cpu scaling)

ad ognuno la distro che preferisce ma sicuramente arch è da provare

fine pubblicità progresso :)

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